Verso l’estate…

Torna l’Oratorio estivo? È presto per dire come vivremo la prossima estate in oratorio, ma siamo pronti, con entusiasmo, a metterci in gioco.

In qualsiasi modo possibile, ci metteremo ancora una volta al servizio dei ragazzi, con tutta la nostra energia.

L’Oratorio in estate ci sarà! Sarà “inedito”? Certamente sì, anche quest’anno vivremo un’esperienza che non potrà essere paragonata agli Oratori estivi a cui eravamo abituati fino al 2019, ma abbiamo alle spalle il patrimonio di bene che è stata l’estate ragazzi 2020.

Il tema del gioco

Non vogliamo rinunciare all’essenziale della nostra animazione in oratorio e quindi…
non vogliamo rinunciare al gioco!

Nell’animazione in oratorio – se vogliamo ripartire da qualcosa – questo “qualcosa” è indubbiamente il gioco! E allora non accantoniamo del tutto il progetto che era previsto per il 2020 e lo rilanciamo con tutti gli aggiustamenti possibili per la prossima estate: il gioco sarà il tema dell’Oratorio estivo 2021!

Oratorio casa del gioco

L’oratorio è la casa del gioco e noi torneremo a farne esperienza soprattutto nella prossima estate, dove la «simbolica del giocare» sarà un motivo per educare ancora una volta alla vita e alla fede, in quella esperienza unica e irripetibile che è l’estate in oratorio.

Proprio l’esperienza di questa pandemia può illuminarci nel ritrovare insieme le motivazioni che ci spingono a proporre il gioco in oratorio e, quindi, a offrire questo tema per la prossima estate in oratorio.

Facciamo una prima considerazione importante. Non si gioca se c’è paura. Non si gioca se manca la serenità o se c’è un pericolo imminente. Nessuno può giocare investito da preoccupazioni che assillano il cuore. Potrebbe farlo per distrarsi, ma quale gioia proverebbe non appena smettesse di giocare? E quanto potrebbe durare quel gioco, se c’è tristezza o prevale il non senso e la noia?

L’importanza del gioco

Noi abbiamo un’idea di gioco estremamente vitale e aderente alla vita. Vorremmo che soprattutto i ragazzi possano scoprire le motivazioni che stanno dietro alla loro voglia di giocare e a un gioco che prende vita nei nostri cortili e sui nostri campi, in oratorio. Queste motivazioni – lo crediamo – si fondano nell’incontro con Dio. Solo la speranza e la certezza dell’incontro con il Signore possono rassicurare il cuore e far nascere il sorriso che spinge a vivere la vita con gioia. È quanto stiamo cercando di trasmettere in questi mesi nell’anno oratoriano “A occhi aperti” ed è questo il punto di partenza di un’estate avvincente sul tema del gioco.

È la comunità che rassicura il cuore annunciando questo messaggio di gioia e facendosi testimone e artefice della presenza di Dio nella vita delle persone e della gioia che è una conseguenza evidente dell’incontro con Lui.

Se Dio è presente, se Dio abita le nostre piazze e i nostri cortili, noi possiamo giocare senza timore… perché? Perché Dio è con noi! Che cosa può spaventarci, allora? Forse, nemmeno una pandemia!

Sorretti dalla presenza rassicurante del Signore, non possiamo tirarci indietro nel continuare a fare una delle cose che in oratorio sappiamo fare meglio: invitare bambini e bambine, ragazzi e ragazze a giocare e a scoprire che il gioco è sempre entrare in relazione con l’altro.

L’incontro con Dio e la sua frequentazione ci permettono di costruire la comunità, mettendo in moto relazioni buone e vere, che generano il sorriso e l’allegria, per cui viene quasi automatica l’esclamazione: «giochiamo insieme?».

Per questo questa estate ripartiamo dal gioco per ritrovarci in oratorio e per ritrovare l’oratorio!

Il giocarsi di adolescenti, giovani e adulti

La disponibilità a giocare con i piccoli e a creare occasioni di gioco è suscitata dalla scelta dei più grandi che implica il «giocarsi». È quello che chiederemo soprattutto agli animatori, ma che necessariamente dovremo chiedere a una moltitudine di volontari dell’oratorio, maggiorenni, giovani e adulti, insieme. Una comunità educante dell’estate deve prendere forma in ciascun oratorio. Sono questi i mesi giusti per tirare su una squadra fatta da diverse anime: gli animatori adolescenti, gli animatori più grandi (16 e 17 anni), i diciottenni e i giovani, gli adulti di quasi tutte le età.

Si parte dall’appello a formare la «formazione di gioco», alla convocazione dei «giocatori» delle diverse fasce d’età, fino al training necessario per maturare le scelte personali di servizio e le diverse abilità da mettere in campo, giocando e mettendosi in gioco.

Le regole del gioco

Sappiamo che attraverso le regole del gioco bambini e ragazzi imparano la socialità, il rispetto, la fiducia e tutti quei valori che sono occasioni di crescita e di maturazione.

Attraverso la capacità di giocare secondo le regole, un bambino cresce, evolve, mette in mostra le sue abilità, si relaziona con gli altri in modo positivo.

Le regole del gioco rendono capaci di apprezzare che bisogna dare una «regola» alla vita, perché si compia e si realizzi e sia felice.

Noi cristiani abbiamo la nostra «regola» che è Gesù stesso con il suo Vangelo. Lui ci insegna le regole del gioco per la vita di tutti i giorni, ci dà la sua Parola che sono le «istruzioni» utili per la nostra crescita personale e nella comunità.

Giocare sul serio

Giocheremo sul serio, dunque, nella prossima estate, sapendo che il gioco è una dimensione fondamentale della vita che vale per tutte le età, non solo per i piccoli, ma anche per gli adulti o i nonni. In fondo, non si smette mai di giocare. Qualcuno lo fa per evasione purtroppo, per scappare dalla vita e dalle responsabilità, per cui ci sono anche delle deviazioni del giocare dalle quali bisogna mettere in guardia i più piccoli.

Quando invece il gioco è autentico, è segno di una serenità interiore che non va mai persa o, comunque, va ritrovata a ogni età. Questo gioco positivo che noi vogliamo trasmettere abita nella presenza e nell’incontro con Dio o, comunque, in qualcosa che gli assomiglia molto, e si rende manifesto nelle relazioni belle e buone che il gioco, come lo conosciamo in oratorio, sa generare e portare con sé.

(Fonte FoM)