BUON COMPLEANNO ORATORIO!

19 Maggio 2019 – 19 Maggio 2020

E’ trascorso un anno dall’inaugurazione avvenuta dopo la fase di ristrutturazione del nostro Oratorio.

Condividiamo i lavori che alcuni di voi ci hanno inviato e le parole di don Paolo Arienti, responsabile della Federazione Oratori Cremonesi che lo scorso anno ha celebrato l’Eucarestia insieme a noi lasciandoci delle preziose parole.

Buon compleanno da….

Lucrezia, Benedetta e Bianca con un simpatico e fantasioso augurio…

Ringraziamo anche Viola e Martina che hanno condiviso con noi nei giorni scorsi i loro talenti…

…i braccialetti di Martina

Volerlo ancora, l’oratorio.

Non basta dire la formula magica “Oratorio” perché tutto funzioni e proceda in modo automatico. Anche ripensare la struttura e riconsiderare gli spazi è un esercizio prezioso, oltre che oneroso. Lo sanno i preti e i laici che più sono al lavoro dal di dentro, ma è bene che sia consapevolezza dell’intera comunità. Parola al tempo stesso vitale e formale, che merita tutta la nostra benedizione e la nostra cura.
Oratorio è nella tradizione diocesana (e lombarda) uno snodo di relazioni, uno spazio fisico, la bellezza di volti che si riconoscono e crescono da fratelli. I più piccoli come i più grandi: perché a tutti sia offerto il dono di una fede comunitaria, concreta, spendibile nei momenti di formazione e di tempo libero, di servizio e di cura reciproca. Nel panorama che ci sta attorno, forse realtà come quella dell’oratorio non trova molta compagnia. Oggi i tempi liberi stanno diradandosi, soprattutto per i più giovani; non sono poche le chiusure e le autoreferenzialità, compresa qualche sfiducia e qualche sospetto. In questa evidente e repentina trasformazione culturale che ha i suoi “se” e i suoi “perché”, l’oratorio resta lì, con i suoi cortili e le sue stanze, i suoi calendari e le sue belle foto appese.
Oggi, forse più che ieri, l’oratorio va scelto: come luogo di corresponsabilità oltre che di gioco residuo; di più come frutto più bello di una famiglia di famiglie che persegue un desiderio condiviso:  “tirar su” nell’ottica del Vangelo i figli di tutti, che sono anche miei ed anche tuoi. Nei sacri testi si dice che l’oratorio è luogo della cura educativa e della prossimità evangelica. Ma è anche a sua volta destinatario di un’altra cura, di un’altra prossimità: quella degli adulti per il loro Oratorio, la sua vita e la sua speranza. Di chi è l’oratorio, soprattutto dopo che lo abbiamo rinnovato e sistemato? La risposta la conoscono tutti. Ma questa risposta deve diventare con scioltezza e passione una buona prassi, un respiro condiviso.
Solo così l’oratorio sarà il cortile dei sogni che don Bosco aveva immaginato e che chiunque ama i più giovani, non si schioda dalla testa e dal cuore.

P. Arienti,
ufficio diocesano per la pastorale giovanile